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La disciplina edilizia conseguente alla legge 122/2010

1 La disciplina edilizia conseguente alla legge 122/2010


02/02/2011

 

 

La disciplina edilizia a seguito

dell'entrata in vigore della legge 122/2010

 

 

 

La legge 30 luglio 2010, n. 122, di conversione del D.L. n. 78, ha introdotto una nuova disciplina in materia di semplificazione. Ci si riferisce all'art. 49, commi 4-bis e 4-ter, inseriti dalla legge di conversione ed efficaci dal 31 luglio 2010.

Con il comma 4-bis il legislatore, "riscrivendo" l'art. 19 della L. n. 241/1990, introduce la "Segnalazione certificata di inizio attività - SCIA", in sostituzione della "Dichiarazione di inizio attività - DIA"; con il successivo comma 4-ter , dichiara espressamente la nuova disciplina attinente alla "tutela della concorrenza" e la qualifica "livello essenziale delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali", così riconducendola alla competenza esclusiva statale.

Tale nuova disciplina ha posto da subito non pochi dubbi e problemi per quanto attiene specificamente al settore dell'edilizia.

 

Il Ministero per la Semplificazione normativa, in data 16 settembre 2010, ha delineato l'esatto ambito di operatività del nuovo istituto in campo edilizio. Risolta in senso positivo la prima importante questione e cioè l'applicabilità della nuova disciplina anche all'edilizia, il Ministero ha chiarito che la SCIA può sostituire solo la DIA "ordinaria", non anche la DIA alternativa al permesso di costruire prevista dalla legislazione regionale. Questo importante chiarimento interpretativo fornito dal Ministero sostanzialmente fa salvo il regime giuridico in materia di procedure edilizie.

 

A seguito delle intervenute modifiche legislative, come sopra delineate, l'ufficio scrivente intende fornire i seguenti chiarimenti in merito ai titoli edilizi che è possibile attivare presso lo Sportello Unico per l'Edilizia.

Sono cinque le procedure edilizie operative in regione Campania, a far tempo dal 31 luglio 2010, per i diversi interventi, secondo la seguente articolazione:

 

1. Permesso di costruire (PdC) per tutti gli interventi edilizi;

 

2. Denuncia di inizio attività (DIA), alternativa al permesso di costruire, per gli interventi di cui all'articolo 2 della Legge Regionale 28 novembre 2001, n. 19[1] e più precisamente:

•a)      opere di manutenzione straordinaria non rientranti nel campo di applicazione dell'articolo 6 del D.P.R. n. 380/01 s.m.i. quali interventi strutturali, installazione di pannelli solari, fotovoltaici e termici da realizzare in zona A, ecc.;

•b)      opere di restauro e risanamento conservativo; 

•c)      ristrutturazioni edilizie, comprensive della demolizione e della ricostruzione con la stessa volumetria , superficie e sagoma dell'edificio preesistente;

•d)      interventi sottoposti a permesso di costruire, qualora siano specificamente disciplinati da piani attuativi che contengano precise disposizioni plano volumetriche, tipologiche, formali e costruttive, la cui sussistenza sia stata esplicitamente dichiarata dal Consiglio comunale in sede di approvazione degli stessi piani o di ricognizione di quelli vigenti; 

•e)      sopralzi, addizioni, ampliamenti e nuove edificazioni in diretta esecuzione di idonei strumenti urbanistici diversi dai suddetti piani attuativi ma recanti analoghe previsioni di dettaglio; 

•f)        mutamenti di destinazione d'uso di immobili o loro parti, che non comportino interventi di trasformazione dell'aspetto esteriore, e di volumi e di superfici; la nuova destinazione d'uso deve essere compatibile con le categorie consentite dalla strumentazione urbanistica per le singole zone territoriali omogenee; 

•g)      impianti serricoli funzionali allo sviluppo delle attività agricole, di cui alla L. n.8/1995;

•h)      parcheggi con capienza massima di 300 posti auto, da destinare a pertinenze di unità immobiliari e da realizzare nel sottosuolo del lotto su cui insistono gli edifici, se conformi agli strumenti urbanistici vigenti.

3. Segnalazione certificata di inizio attività (SCIA) per tutti gli interventi non previsti dagli artt. 6 e 10 del D.P.R. n. 380/2001, con la sola esclusione dei casi in cui sussistano vincoli ambientali, paesaggistici o culturali.

Resta fermo l'obbligo di versare il contributo commisurato agli oneri di urbanizzazione ed al costo di costruzione delle opere da realizzare, ove tale contributo sia dovuto.

 

4. Comunicazione asseverata per gli interventi di manutenzione straordinaria di cui all'art. 6, comma 2, lett. a), del d.P.R. n. 380/2001;

 

5. Comunicazione per le opere di cui all'art. 6, comma 2, lett. b), c), d), e), del D.P.R. n. 380/2001.

 

Per quanto riguarda la nuova disciplina della SCIA si precisa che, nel caso di interventi da realizzarsi in zona soggetta a vincoli ambientali, paesaggistici o culturali, alla SCIA dev'essere allegato lo specifico atto di assenso dell'ente preposto alla tutela del vincolo (autorizzazione paesaggistica, parere preventivo vincolo archeologico, parere preventivo vincolo monumentale, ecc.), atto di assenso che non può essere sostituito da SCIA.

Relativamente agli interventi previsti dalla L.R. n. 19/2009 (piano casa della regione Campania), in materia di rilancio dell'edilizia, trattandosi di iniziative contemplate da una disciplina avente carattere speciale e derogatorio la SCIA, a parere dell'ufficio, non trova applicazione, rimanendo pertanto confermati gli specifici disposti procedurali della stessa L.R. 19/2009 (art. 3, comma 1).

Per tutti i procedimenti innanzi indicati è possibile scaricare la modulistica dall'apposita sezione del sito.



[1] L.R.19/2001 <>(BURC n. 64 del 3 dicembre 2001);

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